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venerdì 26 novembre 2010

Il Giardino Bioenergetico Per Un Pieno Di Benessere

Con il termine Bionergetic Lanscape è una nuova tecnicadi realizzazione di parchi e giardini frutto di una ricerca sull'interazione genetica tra esseri viventi e ambiente. Una tecnica innovativa consente di usufruire delle proprietà benefiche di selezionate piante ed alberi anche adistanze di decine di metri da esse , perchè vengono collocate , in specifiche posizioni e scelte proprio in base alla loro capacità di influire positivamente sull'organismo umano.

Un giardino "bioenergetico", creato applicando questo metodo , offre, quindi, il rilassante piacere di una sosta in un luogo verde , bello ed armonico, con un arricchimento della carica vitale, perchè ralizzzato con regole che potenziano le naturali emissioni bionergetiche delle piante selezionate.

Diversi anni di studi e sperimentazioni hanno permesso di valutare quanto e come "l'antenna uomo" possa essere influenzata dalle emissioni elettromagnetiche di diverse specie vegetali, scoprendo che alcune determinano effetti positivi su tutto l'organismo, altre sulla funzionalità di determinati organi ed alcune invece possono considerarsi nocive e dannose.

La realizzazione di un "giardino bioenergetico" avviene procedendo preliminarmente ad una analisi dell'area - vasta o di piccole dimensioni- in cui esso si svilupperà e ad una precisa definizione planimetrica delle correnti elettromagnetiche che la attraversano, da una parte per evitare che queste possano contrastare o addirittura danneggiare le specie piantate, dall'altra per utilizzare alcune di queste correnti come "onde portanti" ed ottenerne così un effetto di amplificazione e di miscelazione delle energie positive emesse dalle diverse piante scelte, che andranno poi ad armonizzarsi con quelle utilizzate solo per motivi ornamentali.

Questa metodologia consente inoltre di effettuare delle verifiche sullo stato di salute e di vitalità degli alberi e delle piante, sottoponendole ad eventuali test di compatibilità biologica per la ricerca, in collaborazione con i fitopatologi, dei prodotti più efficaci per la cura e la salute dei vegetali.

http://www.paid2write.org/moda_salute_bellezza/il_giardino_bioenergetico_per_un_pieno_di_benessere_7581.html

sabato 13 novembre 2010

L'orto sul tetto di casa: A Torino iniziano a moltiplicarsi. E c'è anche chi insegna a crearli.



Un orto nel quartiere San Salvario che ha fatto parlare di sé. A partire da questa esperienza e dal grande interesse suscitato, Studio999 con 'Oursecretgarden' apre nei suoi spazi, al piano terra di via Goito 14, un laboratorio per accompagnare gli abitanti del quartiere nella realizzazione di orti sui tetti, dalla fase ideativa, alla realizzazione, fino alla piantumazione.

Insalata, cicoria, rucola, ravanelli e pomodori. E poi fagioli, fagiolini, zucchini e zucche rigorosamente bio.

Gli abitanti di San Salvario, ma non solo, avranno la possibilità di conoscere i benefici ambientali e sociali che questo tipo di esperienza innesca e potranno richiedere la consulenza tecnica e botanica necessaria per mettere in pratica il loro progetto. "Bisogna capire se il tipo di tetto di cui disponiamo - spiega uno dei tre soci di Studio 999, l'architetto Elena Carmagnani a IGN, testata online dell'Adnkronos - può essere adatto, se regge, quali verdure piantare in quale periodo. Prima di iniziare, certo, bisogna ottenere l'autorizzazione nell'assemblea condominiale".

In occasione di Paratissima 2010, l’orto e gli spazi dello studio sono aperti al pubblico.
Sarà in distribuzione il primo manuale per la realizzazione di orti sui tetti, realizzato da Studio999. "Abbiamo deciso di creare un orto sul tetto - spiega Elena Carmagnani a IGN, testata online dell'Adnkronos - insieme a una decina di famiglie, più che altro giovani coppie sui trentacinque anni. La coltivazione occupa una porzione perimetrale del tetto piano dello studio per un totale di 40 mq di superficie. A fine giugno inizi di luglio la prima raccolta. Nel mese di settembre si è proceduto alla piantumazione delle specie autunnali e invernali".

L’orto è coltivato in modo biologico, senza l’utilizzo di fertilizzanti o pesticidi e lavorando lo strato più superficiale della terra. Questo uso collettivo di uno spazio in condivisione costituisce un'importante innovazione nel modo di abitare, che crea occasioni di socialità in un contesto urbano particolarmente critico.

http://ideagiardino.blogspot.com/2010/11/lorto-sul-tetto-di-casa-torino-iniziano.html

martedì 25 maggio 2010

Lo scalogno.


















Pianta erbacea originaria del Medioriente, lo scalogno è considerato a tutti gli effetti uno dei prodotti tipicidel mese di aprile . Il nome scientifico deriva da Ascalon , antica città palestinese dove si ritiene abbia avuto origine e dove, per secoli, è stato coltivato. Fonti storiche , infatti, ne attestano un consumo antecedente al 1200, quando i crociati, impegnati nella guerra in Terra Santa, ne portarono alcune esemplari nel vecchio continente. Ma forse l'origine della pianta avrebbe radici più antiche , come ricorda il poeta latino Ovidio. Giunto in Europa, lo scalogno divenne subito una coltivazione basilare per le popolazioni dell'Italia centrale e ingrediente irrinunciabile per molti contadini romagnoli, anche se non veniva disdegnato neanche nei banchetti dell'alta società, come testimonia il Liber de coquina redatto a Napoli nella corte di Carlo II d'Angiò. Questa pianta erbacea perenne dal sapore simile all'aglio e cipolla è nota per le numerose proprietà terapeutiche, sia diuretiche che depurative, e grazie al suo delicato apporto aromatico viene utilizzata (cruda o cotta) per l'elaborazione di antipasti e piatti di portata , tra cui l'insalata e la frittata.

Fonte:Agricoltura Nuova- n.3 Aprile 2010.

venerdì 20 novembre 2009

Le Potenzialità del caffè per produrre energia pulita


Il caffè non produce solo effetti benefici sulla nostra salute ma può essere usato per utilizzi ambientali, ricerche scientifiche sui suoi scarti hanno dimostrato le sue potenzialità.
Utilizzando un solvente formato da acqua e etanolo , i ricercatori sono infatti riusciti a recuperare dal caffè esausto oltre il 95% dei polifenoli . Sia l'acqua che l'etanolo sono stati integralmente recuperati al termine del procedimento . Al termine dell'estrazione rimane un residuo solido che può essere utilizzato non solo per produrre pelletts e briquettes per alimentare stufe e caminetti ( con alto potere calorico superiore al legno), ma anche per la rimozione dei metalli pesanti per depurare acque contaminate.
Ricercatori dell'università del Nevada sono riuscitii a mettere appunto un processo di produzione con gli scarti dei fondi del caffè un biocarburate più stabile del biodiesel tradizionale.
Come biomasse viene utilizzato un prodotto di scarto della coltivazione brasiliana dei chicchi di caffè, che viene compresso e trasformato in pellets. Secondo stime , in Olanda verranno utilizzate più di 5000 tonnellate di caffè per generare elettricità pulita, raggiungendo oltre il 90% di abbattimento di emissioni di anidride carbonica. Una centrale a caffè-biofuel è già in funzione in Olanda.


Leonardo Lovari-Subito Verde

http://subitoverde1.blogspot.com

www.subitoverde.it

lunedì 16 novembre 2009

Note Verdi


NOTE VERDI

Blocchi memo in formato tascabile in vari soggetti floreali



I BLOCCHI MEMO con copertina e pagine interne stampate in quadricromia sono disponibili in vari soggetti floreali.Un vero gadget, utilissimo per prendere appunti, da portare con sè in borsa o da tenersi vicino al telefono.



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* formato chiuso cm. 9,2 x 14,2


Prezzo: Euro 4 +spese spedizione

ordinabile su: www.subitoverde.it

lunedì 2 novembre 2009

Il Milleortaggi



Il Milleortaggi


Una guida che consente di conoscere tutte le varietà degli ortaggi coltivate in Italia. Il Milleortaggi offre agli appassionati un testo completo ed un corredo di fotografie a colori di oltre 700 splendidi soggetti, per conoscere tutte le informazioni tecniche e pratiche per la miglior riuscita dell’orto.


Le varietà sono classificate per ordine alfabetico, corredate dal nome volgare e latino; un glossario consente l’eventuale comprensione dei termini tecnici. Un’opera editoriale indispensabile per gli appassionati e professionisti del verde.


* 224 pagine


* formato chiuso 21,5 x 30,5 cm


* oltre 700 foto

Il MILLEORTAGGI può essere personalizzato ( ordine minimo 25 copie) per la vostra azienda inserendo in copertina il marchio della vostra azienda stampato ad 1 colore.

Prezzo: Euro 24 iva compresa -spese di spedizione


Ordinabile su:

domenica 1 novembre 2009

Resoconto Congresso S.I.T.E. di Bolzano


Resoconto Congresso SItE Bolzano 2009 Dalle Vette Alpine alle Profondità Marine Sono oltre 350 gli ecologi da tutta Italia che dal 15 al 18 settembre 2009 si sono riuniti all’EURAC per partecipare al convegno annuale della Società Italiana di Ecologia. Il XIX Congresso della Società Italiana di Ecologia (S.It.E.) è stato organizzato dall’Istituto per l’Ambiente Alpino dell’Accademia Europea di Bolzano (EURAC) in collaborazione con l’Università degli Studi di Bolzano, l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige e con l’Università di Innsbruck.Dopo i saluti delle autorità, fra le quali spiccava l’entusiasmo e l’enfasi del sindaco di Bolzano…di formazione forestale…, è stato ascoltato con interesse il responsabile dei progetti LIFE dell’Unione Europea. Il congresso vero è proprio è stato poi aperto con un excursus dei 150 anni passati dalle prime teorie di Darwin e ha perfettamente introdotto il leitmotiv del XIX congresso S.It.E, che ha voluto mettere in risalto l'importanza delle scale temporali e spaziali nell'ecologia. I recenti passi avanti fatti in ambito tecnologico, software sempre più sofisticati, tecniche analitiche sempre più specifiche hanno permesso di acquisire ed elaborare un numero sempre maggiore di dati, nonché di sviluppare modelli ecologici a varie scale spaziali e temporali. Queste considerazioni valgono per ogni tipo di ambiente, da quelli acquatici a quelli terrestri, dai prati alpini agli ambienti marini, dagli ecosistemi lotici a quelli lentici. In quest’ottica le 4 keynote tenute da professori di fama internazionale (Prof. F. Boero dell’Università del Salento, il Prof. C. Körner dell’Università di Basilea, il Prof. A. Hildrew dell’Università di Londra e il Prof. Prairie dell’Università di Quebec a Montreal) sono state eccellenti e aggiunte alle 17 comunicazioni plenarie hanno introdotto e invogliato a partecipare alle numerose sessioni parallele: 12 di numero, che spaziavano da argomenti più classici come quello del reticolo idrografico e delle conseguenze degli impatti antropici fino a tematiche più recenti quali la fitorimediazione e fitodepurazione. Complessivamente nelle varie sessioni parallele sono state presentate 180 presentazioni orali e 138 poster.Una tematica attuale e molto dibattuta è stata argomento di una delle tre tavole rotonde organizzate: Lo stereotipo dello scienziato chiuso nel suo laboratorio con poco tempo da perdere in attività che lo trattengano dagli attrezzi del mestiere è radicata nell’immaginario collettivo tanto quanto quello del giornalista che sgomita tra la folla per mettere il microfono sotto al naso del personaggio da intervistare. In certi casi, effettivamente, i modi di procedere di scienza e comunicazione hanno ben pochi elementi in comune e l’incontro tra i due mondi può risultare difficile. Oppure no? Valentina Bergonzi - vice-caporedattrice di ACADEMIA, la rivista scientifica dell’EURAC, ha moderato la animata tavola rotonda “Ecologia, Informazione e stampa”: da un lato giornalisti scientifici di testate nazionali quali Giovanni Carrada, autore di SuperQuark, Pietro Greco, direttore del Master in comunicazione scientifica della SISSA di Trieste, dall’altra la “controparte scientifica” rappresentata da Alberto Basset, professore di ecologia all'Università del Salento, Marino Gatto, professore di ecologia al Politecnico di Milano e Roberto Danovaro, direttore del Dipartimento di scienze del mare presso l'Università Politecnica delle Marche. Interessanti gli spunti e molte le domande ancora aperte. Nell’ambito dell’assemblea dei soci, che si è tenuta giovedì 17 settembre, sono stati celebrati due professori, maestri dell’ecologia italiana, che sono ufficialmente andati in pensione: il Prof. Ireneo Ferrari e il Prof. Gian Carlo Carrada. Ancora tanti complimenti ad entrambi!Come ogni anno, la S.It.E. ha avuto un occhio di riguardo per i giovani ecologi italiani e ha assegnato numerosi premi per sostenere la loro attività: tre premi "Luigi e Francesca Brusarosco", ognuno del valore di 6.000 euro, vinti da Bacaro Giovanni, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Ambientali "G.Scarfatti" dell'Università di Siena, Simone Vicenzi, assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Scienze Ambientali dell'Università di Parma e Federica Costantini, borsista post doc presso CIRSA, Università di Bolognaquattro premi “Roberto Marchetti” che hanno valorizzato ognuno con un assegno di 500 euro le tre migliori relazioni e il miglior poster presentati nel corso dell’congresso, vinti da rispettivamente da Azzurra Valerio, Domenico D’Alelio e Cristina Ribaudo e Silvia QuadroniLa Società italiana di Ecologia ha poi premiato con 1.200 euro il migliore articolo di ecologia comparso su riviste internazionali e firmato da un giovane ricercatore italiano, vinto da Luca Bolzoni del Dipartimento di Scienze Ambientali dell’Università degli Studi di Parma grazie ad all’articolo “Allometric scaling and Seasonality in the Epidemics of Wildlife Diseases” pubblicato sulla rivista “The American Naturalist”.Inoltre, il comitato organizzatore ha stanziato 20 borse di partecipazione per studenti e ricercatori non strutturati e per gli studenti provenienti dall’Università dell’Aquila. Pochi irriducibili hanno infine partecipato all’escursione post-congressuale, organizzata per il sabato nelle Dolomiti, dichiarate recentemente Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Val Gardena, Plan de Gralba, Passo Gardena, Passo Sella, Val di Fassa, Passo Costalunga, Catinaccio, Latemar e Lago di Carezza: un giro nel cuore delle Dolomiti certi che tutti i partecipanti si siamo portati a casa dei panorami mozzafiato che non dimenticheranno presto. …e perché rimanga anche una traccia dei contenuti congressuali saranno pubblicati degli atti postcongressuali nell'ambito della collana degli EURAC-Book. Tutte le indicazioni sono disponibili sul sito www.eurac.edu/site2009 .


Fonte: (Società Italiana di Ecologia.)